Un pilastro della tradizione culinaria con 400 anni di storia: ecco le origini del pomodoro
Quella del pomodoro è una storia affascinante che attraversa i secoli. È stato un conquistador al contrario e non solo per il viaggio che ha compiuto dal Sudamerica al Vecchio Continente, ma anche perché si è saputo distinguere per la sua bontà.
L’origine del pomodoro è quindi antichissima. Tuttavia, il suo utilizzo in Europa e, in particolar modo nella cucina italiana, è relativamente molto recente e risale al XVII secolo.
Ma qual è stata la strada che l’ha portato a essere il re della cucina tricolore (e non solo)? Scopriamolo insieme.
Da frutto velenoso a nettare degli dèi: ecco qual è l’origine del pomodoro
Originario dell’America Centrale e Meridionale, il pomodoro veniva utilizzato e apprezzato già ai tempi degli Aztechi e degli Inca, quando era conosciuto con il nome di xitomatl o tomatl. I primi pomodori erano piccoli e rossi, simili alle moderne varietà di ciliegie e venivano utilizzati in numerose ricette locali.
In Europa, il pomodoro fu introdotto per la prima volta dai conquistadores spagnoli nel XVI secolo. Tuttavia, inizialmente, esso veniva utilizzato esclusivamente come pianta ornamentale, poiché si credeva che fosse un frutto velenoso.
Questa leggenda popolare era dovuta al fatto che, oltre a un “allarmante” colore rosso, il pomodoro faceva parte della famiglia delle Solanacee che include anche piante velenose come la belladonna e l’atropa. Una verità, ma solo a metà: infatti, la parte tossica del pomodoro è rappresentata solo dalle foglie.
Nonostante questa credenza, alcuni coltivatori coraggiosi iniziarono a coltivare il pomodoro come cibo, specialmente in Italia, dove la pianta trovò il terreno adatto per prosperare. Nel corso del XVIII secolo, la sua popolarità crebbe rapidamente, grazie anche al suo utilizzo nella cucina italiana.
La prima menzione documentata del pomodoro in cucina si trova in un libro di cucina napoletano del 1692, dove viene utilizzato per preparare un sugo per la pasta.
Tuttavia, il pomodoro non fu immediatamente accettato in tutto il mondo. In alcuni paesi, come la Germania, fu considerato un alimento adatto solo per i poveri e non veniva minimamente consumato dalle persone di classe alta.
Ovviamente, tutto ciò è stato smentito e oggi il pomodoro è coltivato in ogni angolo del globo e rappresenta uno dei frutti più consumati al mondo.
Dal fresco al secco e… semisecco! Quanti tipi di pomodoro esistono oggi?
Si stima che al mondo vi siano circa 75.000 specie diverse di questo ortaggio e, soltanto nella penisola italiana, esistono migliaia di tipi di pomodori, come varietà a grappolo, pomodori a pera, Pachino, San Marzano, pomodori tondi lisci e via discorrendo.
Inoltre, i pomodori possono essere lavorati in diversi modi: basti pensare all’essiccazione che permette di ottenere i pomodori secchi, ma anche alla disidratazione in forno dalla quale nascono i pomodori semisecchi: questo processo, infatti, consente ai pomodori di espellere tutta l’acqua in eccesso, ma di mantenere la croccantezza e la polposità, assieme al colore rosso vivo e alla dolcezza.
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Abbiamo visto qual è l’origine del pomodoro e come nel corso dei secoli sia diventato un ingrediente immancabile da gustare al naturale o da utilizzare per piatti gustosi.
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