Facciamo l’appello: ecco quanti tipi di pomodoro esistono e come gustarne uno speciale
Lo chiamano il re della tavola a ragion veduta, specie nel Paese a forma di stivale dove popola quasi ogni pietanza figlia della tradizione. Grandi o piccoli, rossi o gialli, lisci o rugosi. Sono davvero tante le forme in cui si presenta, al punto che ci si chiede: quanti tipi di pomodoro esistono?
Eppure il pomodoro ha impiegato non poco per farsi apprezzare dalle Alpi in giù e la leggenda narra che fu necessaria una carestia nel Napoletano di quasi 500 anni fa per screditarne la sua aura di pianta velenosa. Bastò una deliziosa salsa per fugare la credenza popolare che indicava il “pomo d’oro” come una pianta ornamentale dai frutti velenosi a causa del loro colore acceso.
Dopo la sua importazione dal Sudamerica nel XV secolo, l’uso del pomodoro si è diffuso sempre di più, sino a diventare un cardine su cui l’intera tradizione culinaria italiana si poggia.
Ed è per questo che abbiamo deciso di conoscerlo in tutte le sue declinazioni e di fartene scoprire una in particolare che non ti aspetti.
Dai ciliegini ai cuore di bue: quanti tipi di pomodori esistono e che caratteristiche hanno
Per conoscere tutte le specie di pomodoro esistenti, occorrerebbe più di un’enciclopedia, visto che sono ufficialmente riconosciute almeno 75.000 tipologie di pomodoro.
Ma non avendo il tempo di elencarli tutti, ci limitiamo alle specie italiane per offrirti un quadro più nitido e autoctono dell’ortaggio più buono del mondo. Una guida più che utile se vuoi sapere quali tipi di pomodori esistono.
Per semplicità, essi si raggruppano in tre categorie: pomodorini a grappolo, pomodori insalatari e pomodori da salsa. In base alle loro caratteristiche, ogni tipologia risulterà più adatta a una specifica lavorazione: basti pensare alla differenza tra il pomodoro secco e il semisecco.
Conosciamo, dunque, specie per specie i pomodori:
• Pomodorini a grappolo
– Ciliegino. Di colore rosso vivace, piccolo e tondo, il pomodoro ciliegino è una delle varietà più conosciute ed apprezzate. Il gusto è leggermente acidulo ed è molto succoso, caratteristiche che lo rendono ideale per moltissimi usi, sia caldi che freddi. In questo gruppo, fanno capolino specialità rinomate come il Pachino IGP e il Verneteca Sannita, dalla caratteristica colorazione dorata esterna e rosata interna.
– Pomodorino del piennolo del Vesuvio DOP. È coltivato sulle pendici del Vesuvio e si caratterizza per la polpa molto soda e di color rosso vivo, dolce e dalla forma appuntita. La sua denominazione viene dalla caratteristica tecnica di conservazione, detta proprio del piennolo (pendolo), ossia in grandi grappoli legato con un filo di canapa ed appesi dopo la raccolta per essere conservati fino all’inverno.
– Datterino. La sua forma più allungata e il gusto da una nota più dolce sono le principali caratteristiche che lo differenziano dal ciliegino. La versatilità fa del datterino un pomodoro adatto alle preparazioni veloci, oltreché per essere affettato e gustato sulla bruschetta.
– Pizzutello. Anch’esso è un prodotto tipico della zona del Vesuvio, sebbene venga coltivato anche in Calabria, Lazio e Sicilia. La sua variante più conosciuta è il Piccadilly.
– Pomodorino di Manduria. Ha un colore rosso intenso, la buccia liscia e la forma ovale e leggermente appuntita. È il re delle friselle, seppur sia indicato per ogni tipo di ricetta.
– Regina di Torre Canne. Il suo nome deriva dalla sua tipica forma a corona che assume il peduncolo quando cresce. Questo pomodoro può essere conservato per diversi mesi dopo la raccolta, venendo legato e appeso con una tecnica detta ramasola, usando il filo di cotone, molto simile a quella del piennolo, ma nella sua versione pugliese. È tondo e saporito, il Regina di Torre Canne ha una buccia spessa e resistente.
• Pomodori da salsa e conserve
– Re Umberto. È conosciuto anche con il nome di Fiascone ed è il pomodoro tipico della costiera amalfitana, particolarmente della località di Tramonti. Il pomodoro Re Umberto è perfetto per le conserve ed è storicamente utilizzato per la salsa della pizza. Si tratta di una delle coltivazioni più antiche conosciute e dal suo incrocio con un’altra varietà è nato il San Marzano.
– Roma. È ottimo per le salse, da fare pelati, oltreché per le conserve. Il suo frutto ha dimensioni medie ed una forma ovale e arrotondata, ma una buccia sottile.
– San Marzano DOP. Eccoci arrivati al re per eccellenza per quel che concerne le salse e i pelati. È originario dell’agro sarnese-nocerino ed è un diretto “discendente” del Re Umberto. Il suo aroma ed il suo gusto sono unici, così come la sottilissima buccia e la resa della sua polpa. La sua iconica forma a pizzo (a punta) lo rendono facilmente riconoscibile alla vista, tanto da essere conosciuto in tutto il mondo. E, guarda un po’, è perfetto per la realizzazione del ragù napoletano o della pizza.
• Pomodori insalatari
– Camone di Sardegna. Questo pomodoro è sodo e corposo, dal colore rosso scuro quasi sfumato. A differenza dei suoi cugini, ha dimensioni medie e un sapore che danza tra dolcezza, acidità e sapidità.
– Canestrino di Lucca. Presenta delle striature verdi che “movimentano” il suo caratteristico rosso, mentre la sua superficie ondulata crea una peculiare forma di canestro irregolare. Di consistenza compatta, ha una buccia sottile e pochi semi, oltre a un sapore dolce: qualità che lo rendono indicato per le passate o per essere consumato crudo sul pane.
– Costoluto. È il classico pomodoro da tavola. La sua polpa è soda, consistente e profumata, mentre la sua superficie è quasi iconica: spiccatamente e regolarmente ondulata.
– Cuore di Bue. È inconfondibile, sia per il peso che per le sue dimensioni. Il Cuore di Bue si apprezza anche per il sapore e la compattezza della sua polpa ed è la scelta ideale per le insalate estive. Sono due le varianti italiane che più si ricordano: il pomodoro di Albenga e il pomodoro calabro di Belmonte che può essere così grande da raggiungere anche il chilo e mezzo di peso.
– Giallorosso di Crispiano. Questa versione tarantina del pomodoro ha una caratteristica colorazione che lo rende unico nel suo genere. Il giallorosso di Crispiano ha forma tondeggiante e ha una buccia piuttosto spesso che lo rende ideale per la lunga conservazione. Il gusto, invece, è acidulo e leggermente erbaceo, rendendolo indicato per insalate, capresi, panini e bruschette.
E poi c’è Pompup, l’unico pomodoro semisecco fresco!
Dopo questo giro d’Italia, è impossibile non aver voglia di far scorta di pomodori!
Nella nostra lista, però, manca Pomup che fa parte della famiglia dei pomodori “a grappolo” e ha origine dal pomodoro tondo liscio: grazie a un delicato processo di disidratazione, poi, diventa l’unico pomodoro semisecco fresco presente sul mercato.
Infatti, grazie ad anni di ricerca e miglioramenti tecnici nel processo di lavorazione, la nostra famiglia è riuscita a trovare l’optimum che consentisse ai pomodori di conservare tutte le loro qualità organolettiche (dolcezza, morbidezza della polpa e croccantezza esterna) e di amplificarne il gusto grazie a pochi semplici ingredienti: olio, aglio e un pizzico di origano.
Tanto semplice quanto unico, Pomup è l’unico pomodoro semisecco fresco che può farti conoscere un pianeta inesplorato nella galassia dei pomodori.
Ora che sai quanti tipi di pomodoro esistono, consulta lo shop di Pomup per acquistare il formato che preferisci, oppure contattaci per avere tutte le informazioni di cui hai bisogno.






